Riviera Nord, 139 milioni di investimento per il primo resort ecosostenibile dell’Alto Adriatico

lignano riviera nord

Vanni Basso, della Pineta Mare Lignano Spa: “È chiaramente un tipo di ricettività nuova, che non entra in competizione con le attività ricettive tradizionali ed esistenti di Lignano. Il nostro non è per nulla un progetto di speculazione edilizia, puntiamo a realizzare un contesto turistico unico in tutto l’alto Adriatico per tipologia e dimensione”

Uno dei più grandi investimenti economico-turistici in Italia

Un investimento da 139 milioni di euro per fare di Lignano un punto di riferimento a livello italiano nel settore del turismo ambientale e della vacanza all’insegna dell’immersione nella natura. È questa la proposta della proprietà dell’area Sic Riviera Nord di Lignano Sabbiadoro, uno spazio di pregio dell’ambiente naturale lignanese, attualmente non fruibile e sul cui futuro si sta discutendo da decenni. Quello che si prospetta per Riviera Nord è un un intervento turistico completamente eco-compatibile e di altissima qualità, in grado di contemperare criteri di sostenibilità ambientale ed economica. Un resort ecosostenibile, facilmente reversibile, con costruzioni a secco, in legno, totalmente libero dalle auto e perfettamente calato e integrato in un contesto ambientale tutelato e di grande pregio. Un vero e proprio paradiso naturalistico, in cui tutte le strutture ricettive – bungalow, case mobili, tende glamping – saranno gestite con la fornitura di tutti i servizi alberghieri con formula biologica, dalla ristorazione alla gestione del verde.

“È chiaramente un tipo di ricettività nuova, che non entra in competizione con le attività ricettive tradizionali ed esistenti di Lignano – spiega Vanni Basso, rappresentante della Pineta Mare Lignano Spa –. Anzi, dal momento che il progetto non prevede la realizzazione di attività commerciali classiche al suo interno, la nostra iniziativa potrebbe portare invece nuovi turisti, soprattutto con alta capacità di spesa, per tutto il territorio lignanese. Stiamo parlando di un tipo di offerta diretta a un turista che vive molto il resort, le terrazze, il verde, i parchi acquatici, l’animazione al suo interno e circa il 50% a rotazione frequenta la spiaggia, pertanto si prevede che possano servire circa 500/600 posti spiaggia da mettere a disposizione. Il nostro non è per nulla un progetto di speculazione edilizia, puntiamo a realizzare un contesto turistico unico in tutto l’alto Adriatico per tipologia e dimensione”.

L’intervento, che a regime potrebbe creare fino a 350 posti di lavoro nel corso della stagione, convoglierebbe anche risorse per oltre 38 milioni di euro a beneficio della città di Lignano, tra opere stradali, antincendio, idrauliche, di mantenimento delle aree tutelate e altri oneri per il privato connessi al progetto. La proprietà inoltre ha già annunciato la disponibilità a destinare la più ampia parte del sito alla creazione di un’area protetta asservita all’uso pubblico, con una gestione indipendente e autonoma.

La qualità dell’intervento nell’area di Riviera Nord è garantita anche dalla collaborazione con Andreas Kipar, paesaggista di fama internazionale, con sedi in Italia, Svizzera e Germania, e attento conoscitore del litorale adriatico. “Oggi il paradigma prevalente è legato alle Green Infrastructure, intese come un sistema integrato di spazi aperti e “infrastrutture”, mantenendo un equilibrio tra sviluppo urbanistico-infrastrutturale e salute degli ecosistemi – è il pensiero di Kipar –. La necessità però è ragionare su una infrastrutturazione intelligente non più legata alle esigenze odierne ma proiettata a possibili utilizzi futuri, costruendo visioni per il 2030 o addirittura oltre, orientate ad una visibile e misurabile sostenibilità”.

Quello che si prospetta è quindi un intervento turistico eco-compatibile che valorizza e conserva la ricchezza e la biodiversità, tenendo sullo stesso piano turismo e tutela dell’ambiente. L’idea è quella di realizzare un progetto di altissimo livello, dimostrando che è possibile far coesistere attività turistica e natura, costruendo solo con criteri di bioedilizia e con materiali eco-sostenibili e riciclabili. Un’operazione che potrebbe fare di Lignano Sabbiadoro un esempio a livello internazionale, portando in città un turismo di alto livello e garantendo la tutela e la sicurezza di un’area spesso colpita da incendi e allagamenti. La proposta si inserisce peraltro nel solco tracciato dalla legge regionale approvata nei mesi scorsi per favorire le strutture ricettive eco-compatibili (in particolare l’art. 20, comma 7, L.R. FVG n. 6/2019). Proprio quest’anno, infatti, il Consiglio regionale ha deliberato alcune disposizioni normative sui condhotel, per favorire la realizzazione di strutture ricettive eco-compatibili in aree naturali, con particolare riguardo a quegli interventi che utilizzano manufatti realizzati con materiali naturali o tecniche di bioedilizia, adattando edifici con elementi facilmente rimovibili e anche in aree non urbanizzate.

La storia di Riviera Nord

“Riviera Nord” è un’area privata di circa 126 ettari (106 di proprietà privata, 20 ad uso pubblico) sulla quale nel 1999 è stato istituito un Sito di interesse comunitario nell’ambito della Rete Natura 2000. Ma che cos’è precisamente un Sic? Contrariamente a quanto si possa pensare, non è un vincolo che tutela un contesto nel suo insieme, bensì un sistema di tutele che serve a garantire la conservazione di alcune delle specie che vivono all’interno dell’area. Nel caso di Riviera Nord, l’esistenza di diverse specie prioritarie è minacciata dallo sviluppo incontrollato della pineta, che sta invadendo ampie zone del sito. Allo stato attuale non è quindi possibile garantire la conservazione delle specie tutelate dal vincolo normativo, e allo stesso tempo è riconosciuto alla proprietà un diritto a edificare con finalità turistiche.

Coerentemente con la sua valenza ecologica, la capacità edificatoria prevista per Riviera Nord è stata notevolmente ridotta negli anni, passando da 1,2 milioni di metri cubi agli attuali 67 mila metri cubi. Ad oggi l’Amministrazione Comunale attribuisce al sito la sola possibilità di un uso turistico. Una scelta che si collega alla conformazione e alla vocazione turistica di Lignano ed è supportata da diversi studi realizzati a livello internazionale, che indicano nel turismo l’unico settore economico compatibile con la tutela ambientale.

Dal momento che i vincoli di tutela previsti per un Sito di interesse comunitario prevedono che all’interno di un Sic si possa edificare, ma sulla base di una specifica valutazione della compatibilità dell’intervento progettato con le caratteristiche dell’area in questione, la proprietà dell’area ha voluto procedere volontariamente e senza un obbligo normativo alla definizione delle scelte progettuali attraverso un percorso partecipato, realizzato in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano, prima di avviare una vera e propria Valutazione di impatto ambientale. In quest’ottica dal maggio scorso ha aperto un confronto trasparente con le istituzioni pubbliche e con il territorio, anche attraverso il sito internet www.lignano-rivieranord.it, dove sono stati pubblicati tutti i documenti disponibili.

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Redatto il 23/12/2019
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