G20 delle spiagge a Bibione, una finestra sul futuro dei litorali italiani

A Bibione il primo summit delle località balneari in Italia

Criterio quantitativo per la selezione delle “potenze” del turismo tricolore che tracceranno le linee di sviluppo del prodotto mare per i prossimi anni.

L’assessore al turismo della Regione del Veneto Federico Caner: “Originale iniziativa che incentiva la cooperazione nazionale”. Il sindaco di San Michele al Tagliamento-Bibione: “Affrontiamo gli stessi problemi, troviamo soluzioni comuni”

Dai prodotti turistici di nuova generazione alla sostenibilità delle spiagge, dai servizi pubblici destinati al turista all’accesso a finanziamenti e risorse.
Le 20 “potenze” italiane del turismo balneare, capaci di trainare il settore turistico nazionale con oltre 60 milioni di presenze in ogni stagione estiva, si danno appuntamento a Bibione per tracciare le linee di sviluppo del prodotto “mare” per i prossimi anni.

Dal 5 al 7 settembre prossimi, la località veneta ospiterà il primo “G20 delle Spiagge italiane (G20s)”, ideato e organizzato dal Comune di San Michele al Tagliamento-Bibione, in collaborazione con Bibione Live – Consorzio di Promozione Turistica e con il patrocinio della Regione del Veneto.
Un vero e proprio summit, il primo di questo genere, lanciato in Italia con la volontà di farne un appuntamento annuale e itinerante lungo tutta la penisola. Amministratori pubblici, tecnici del turismo, studiosi e decision maker si confronteranno per definire le linee guida dello sviluppo strategico del turismo balneare del Belpaese, partendo da tre pilastri fondamentali: sostenibilità, innovazione e progettazione strategica.

Le spiagge presenti. Il 13 per cento dei comuni italiani è dato dai comuni costieri che generano il 53 per cento delle presenze turistiche nazionali.
E proprio sui dati delle presenze ci si è basati per selezionare le 20 spiagge che entrano a far parte di questo gruppo e che rappresentano la spina dorsale del turismo italiano, con oltre 60 milioni di presenze ogni anno.
Al G20s arriveranno le località balneari di sette regioni: accanto alla spiaggia veneta di Bibione, che conta ogni anno 5,3 milioni di presenze, le corregionali Cavallino Treporti, Jesolo, Caorle e Chioggia; le friulane Lignano Sabbiadoro e Grado, la riviera romagnola con Rimini, Riccione, Cesenatico, Bellaria-Igea Marina, Comacchio, Cervia e Cattolica; la Campania con Sorrento, Forio e Ischia, Vieste per la Puglia, Castiglione della Pescaia per la Toscana e la Costa Smeralda con il comune di Arzachena.

Le dichiarazioni del sindaco Codognotto e dell’assessore Caner. “L’idea del summit – spiega Pasqualino Codognotto, sindaco di San Michele al Tagliamento-Bibione – è nata dalla convinzione di avere sostanzialmente le stesse criticità da affrontare e da risolvere, ma anche medesime opportunità di crescita. Sono convinto che analizzare insieme questi nostri scenari possa rappresentare un’occasione unica per definire concretamente lo sviluppo turistico dei nostri territori”.

“Un’iniziativa originale – la definisce l’assessore al turismo della Regione del Veneto, Federico Caner –, grazie alla quale, forse per la prima volta nella storia del turismo balneare italiano, le principali località di questo settore in termini di presenze, avranno modo di confrontarsi su temi comuni che caratterizzano la gestione amministrativa dei territori costieri. I rappresentanti delle venti località sperimenteranno così un nuovo livello di coordinamento e di scambio di esperienze, ma potranno anche valutare la possibilità di aggregarsi, di cooperare, di fare massa critica per portare con più forza le proprie istanze in ambito nazionale”.

Il metodo di selezione utilizzato. Per individuare i 20 comuni partecipanti ci si è basati su un criterio quantitativo: il numero di presenze dei turisti negli esercizi ricettivi delle spiagge italiane. “Un parametro oggettivo, che fa riferimento ai dati Istat riferiti all’anno 2016 – spiega Adriana Miotto, responsabile per i contenuti scientifici G20s – e che include le destinazioni che incentrano le loro presenze turistiche in modo esclusivo sul prodotto balneare”.

Per quanto riguarda invece la definizione delle tematiche sulle quale ci si confronterà “sono state individuate le principali sfide che si troveranno ad affrontare le destinazioni balneari nel prossimo futuro – chiarisce Miotto –. Stiamo parlando infatti di località turistiche che hanno in comune problematiche legate alla gestione ambientale, all’alta densità turistica, alla necessità di destagionalizzare l’offerta, all’abusivismo commerciale, alla gestione della sicurezza delle spiagge, all’accessibilità e alla progettazione dei waterfront.

Non dimentichiamoci poi che si tratta per la maggior parte di comuni piccoli, alcuni hanno meno di 10 mila residenti, come a esempio Lignano, Grado e Castiglione della Pescaia, e si trovano però a dover gestire dei flussi ingenti. È quindi fondamentale affrontare insieme queste sfide e favorire un confronto e uno scambio di best practice, a più livelli, per arrivare alla definizione di linee strategiche comuni che siano in grado di portare un valore aggiunto alle varie policies regionali e nazionali”.
Proprio per garantire un confronto che tenga presente più punti di vista e a più livelli, ai tavoli parteciperanno delle delegazioni comunali miste pubblico-private, le DMO, i rappresentanti delle associazioni di categoria e verranno invitati anche gli assessori regionali.

I lavori del summit. Nei tre giorni dell’evento sindaci, assessori regionali, tecnici, studiosi, operatori del settore e decision makers si confronteranno in una serie di tavoli tematici raggruppati per macroargomenti. Particolare attenzione verrà riservata al tema dei servizi pubblici, in particolare a quelli relativi alla sanità, alla gestione dell’acqua, alla gestione dei rifiuti e alla sicurezza. A questi incontri a porte chiuse si aggiungeranno anche due sessioni “plenarie” aperte a località e operatori diversi dai venti comuni partecipanti.

Obiettivi. I risultati del G20s confluiranno in un documento d’indirizzo in grado di incidere sui piani di sviluppo strategici, a livello comunale, regionale e anche nazionale. L’obiettivo più immediato del summit è infatti la creazione di un vero e proprio coordinamento tra le destinazioni balneari italiane, in grado di applicare da un lato le metodologie e i modelli forniti dal Piano strategico di sviluppo del Turismo (Pst) del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e, dall’altro, di fornire “dal basso” dei validi contributi allo stesso Pst 2017-2022 e alle varie programmazioni regionali.

www.g20s.it





Redatto il 25/06/2018
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