Circolo Agrario Friulano, convegno annuale sulla nuova PAC

Circolo Agrario Friulano

Si parlerà di filiera e della nuova normativa sul greening che preoccupa non poco gli agricoltori della regione, ma anche della necessità ormai imprescindibile di unirsi per un’offerta specializzata realmente competitiva. Nel 2014, il Circolo ha raggiunto un fatturato di 65 milioni di euro (più 20 per cento) e punta sempre più sui giovani, ancora troppo assenti dal settore

Il 2015 sarà l’anno delle grandi sfide per tutta la filiera agricola, sfide che vanno a sommarsi a problemi di redditività e competitività che già attanagliano il settore.

Il Circolo Agrario Friulano, punto di riferimento della regione per la fornitura di prodotti e consulenze nel settore agricolo, organizza il convegno “Pac e Filiere. Rilancio per l’Agricoltura?”. L’appuntamento è fissato per venerdì 6 marzo alle 18 nella Sala Vivai Cooperativi Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda (Via San Nicolò, Pordenone).

Interverranno il direttore generale del Circolo Agrario Friulano Livio Salvador, il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, il consulente Mercati Internazionali Silvio Pellati, il presidente di Pasta Sgambaro Pierantonio Sgambaro, il vice presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Sergio Bolzonello.

Il convegno annuale organizzato dal Circolo giunge quest’anno alla sua quarta edizione e rappresenta un’importante occasione formativa e di confronto con i soci, attraverso lo sviluppo di tematiche di stetta attualità. Si parlerà quindi della nuova Pac (Politica Agricola Comune, la politica più importante della Ue che assorbe il 38 per cento del budget) e dell’importanza delle filiere in Italia, del settore dei cereali a livello macroeconomico, della specializzazione necessaria per differenziarsi sul mercato estero.

La nuova Pac entrata il vigore lo scorso 1 gennaio sarà illustrata soprattutto per ciò che riguarda la normativa sul greening che preoccupa non poco gli agricoltori, anche per il fatto di essere particolarmente articolata. Essa prevede l’inserimento della componente di “inverdimento” nella strutturazione dei pagamenti diretti a favore degli agricoltori al fine di salvaguardare clima e ambiente. La stessa Pac prevede, al di sopra dei 30 ettari, la rotazione delle colture nell’ambito dei cinque anni tra mais, soia e frumento, anche in un territorio – come quello del Friuli Venezia Giulia – in grado di esprimere al meglio la propria eccellenza con il mais.

“Una situazione complessa – spiega il direttore generale di Circolo Agrario Friulano Livio Salvador – che l’agricoltore deve però conoscere e applicare con la massima efficienza, garantendosi il percepimento di tutti gli aiuti. La presenza di relatori qualificati a questo convegno vuole offrire il quadro il più chiaro possibile “.

L’incontro però verterà anche su un altro punto fondamentale, divenuto ormai irrinunciabile: l’unione degli operatori del settore per valorizzare i prodotti del territorio, fronteggiando i colossi internazionali con la forza della specializzazione. “I nostri agricoltori – prosegue Salvador – hanno conoscenza e competenza tali da poter costituire un’eccezionale offerta sul mercato globale, ma questo può avvenire solo unendo le forze, ragionando con logiche imprenditoriali e sfruttando ciò che le norme già consentono, come ad esempio le reti d’impresa. La stessa Pac va nella direzione dell’imprenditorialità e rimanere isolati non aiuterà di certo”.

La visione manageriale è quindi fondamentale anche nel mondo dell’agricoltura e il Circolo Agrario rappresenta un ottimo case study: nato nel 1957 e presieduto da Paolo Pittaro, impiega 100 dipendenti con un’età media di 40 anni. Il fatturato 2014 ha raggiunto quota 65 milioni di euro, segnando più 20 per cento. La suddivisione del giro d’affari si deve per il 35 per cento a sementi, fertilizzanti e fitosanitari, per il 23,5 ai cereali, per il 6,5 ai negozi di proprietà.
Alla sede di San Giorgio della Richinvelda (Pordenone) si aggiungono 15 punti vendita qualificati nelle province di Udine, Gorizia, Pordenone e Venezia. Riunito oggi sotto forma di cooperativa, il Circolo faceva inizialmente parte della Banca di Credito Cooperativo di San Giorgio della Richinvelda; ma al di là delle forme societarie susseguitesi, esso ha mantenuto fede ai principi che ne hanno ispirato la nascita, ovvero un’idea di agricoltura redditizia. “Lavoriamo per dare ai nostri soci i migliori prodotti per fare business e crescere. Non crediamo nell’agricoltura assistita, ma in progetti di crescita e redditualità. Siamo convinti che il nostro territorio abbia le caratteristiche per offrire un prodotto altamente specializzato che consenta di uscire dalla speculazione di massa dove vince solo il prezzo più basso. E in questo progetto di crescita, ci auguriamo di vedere quanto prima un ingresso di giovani, ancora troppo assenti da uno dei settori più promettenti dell’economia”.

Sito web
Gruppo Circolo Agrario





Redatto il 06/03/2015
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